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Profile reviews (7)

 
Conductor
26 October 2021www.pierachilledolfini.itPierachille DolfiniNovara, Alibrando svela la profezia di Barbablù
Scommessa vinta grazie alla bacchetta di Marco Alibrando che dal podio restituisce intatte le atmosfere, i colori, le inquietudini del Castello grazie ad un minuzioso lavoro di concertazione. Il direttore siciliano, interprete di grande maturità e di spiccata e non comune sensibilità, scava nella partitura, la viviseziona e la ricompone per trovare, con i ventitré musicisti (che sono quelli dell’orchestra del Coccia) il suono ideale per raccontare (con poco) il mondo (sonoramente ridondante e sterminato) di Barbablù. Mondo nel quale Alibrando ci introduce con un suono nebbioso, che viene dal silenzio, sul quale si stagliano le parole del prologo, detto (da Giuditta Pascucci e Carolina Rapillo) in italiano e non nel più litanico, rituale, magico ungherese del libretto. Sette porte oltre le quali ci conduce Alibrando dando ad ogni scena, ad ogni scoperta di Judit un colore, un’atmosfera diversa: tagliente e metallica quella della camera delle torture, ipnotica quella della stanza dei gioielli, che diventa poi lussureggiante nel giardino, solenne nel descrivere il regno di Barbablù che, nell’intuizione registica di Deda Cristina Colonna, diventa la sala del teatro, illuminata a tutta luce. Ma poi arriva il sangue, che colora tutto. Arriva il brivido (letteralmente nella concertazione di Alibrando, lunare e siderale) del lago di lacrime. Arriva l’ultima porta. Quella delle tre mogli. Vive, nel racconto di Bartók e Balázs, immobili, cristallizzate in un’inquieta, candida eternità con i loro volti ricamati nell’arazzo che cala dall’alto, sudario funebre per Judith immobile sul trono/tomba.
11 October 2015Marta Cutugno
<<...Senza nulla togliere alla grazia delle coreografie (di Micha van Hoecke n.d.r.)e all’abilità dei danzatori, prima regina della serata è stata, indubbiamente, la musica. In buca, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele ha regalato un’esecuzione estremamente precisa e cristallina della Sinfonia tutta con, sul podio, il Maestro Marco Alibrando: una perfetta direzione, dalle morbide ampiezze, interamente votata all’estetica elegiaca – ed eccentricamente enigmatica – della “sinfonia caracteristica“, così come la definiva Beethoven...>> http://carteggiletterari.org/2015/10/11/la-pastorale-poesia-danzante-di-micha-van-hoecke-e-lorchestra-cristallo-del-vittorio-emanuele/comment-page-1/
24 July 2012Geeorge Loomis
<<..The young cast, ably conducted by Marco Alibrando, produced first-rate performances from Vassilis Kavayas, a stylish tenor with razor-sharp coloratura, as Adina’s lover Selimo, and Atanas Mladenov, a vibrant bass, as Selimo’s cohort Mustafà. After a tentative beginning, the promising mezzo-soprano Marija Jokovic finished strongly in the opera’s glittering aria finale..>> http://www.nytimes.com/2012/07/25/arts/25iht-loomis25.html?_r=0
02 January 2015Matteo Pappalardo
<<...Buona la prova dell'Orchestra del Teatro, diretta con mano sicura da Alibrando, che ha confermato anche in questa circostanza di possedere le qualità e il temperamento necessari per andare lontano...>>
18 July 2012Udo Pacolt, Wien – München
<<<..Das Orchester Virtuosi Brunenses spielte unter der Leitung des erst 25jährigen Dirigenten Marco Alibrando die heitere und flotte Partitur Rossinis, die aber auch melancholische und sogar pathetische Töne hat, mit Verve und der nötigen Leichtigkeit. Das Publikum feierte am Schluss das junge Sängerensemble, das Orchester und seinen Dirigenten mit minutenlangem Applaus, in den sich verdientermaßen auch Bravorufe mischten...>> http://der-neue-merker.eu/bad-wildbad-adina-ossia-il-califfo-di-bagdad
01 October 2015Emilio Sala
<<...Alcuni punti di sincronizzazione musica/immagine, come l'apertura della quinta porta [https://www.youtube.com/watch?v=u7Ea1FXHG3M], sono risultati di grande effetto anche grazie alla concertazione attenta del direttore Marco Alibrando e al piglio vigoroso dell'orchestra Verdi...>>
02 January 2015Marta Cutugno
<<...Ottima l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele ben guidata dal M° Marco Alibrando. Classe 1987, il giovanissimo Maestro messinese – che ha già diretto numerose formazioni orchestrali in Italia e all’estero – non si è risparmiato nel mostrare evidente stoffa: calibrato e mai eccessivo nel gesto ma incisivo e marziale quando opportuno, ha offerto una gradevole rilettura del programma tutto. Dopo un concerto condotto con la classe e l’eleganza di un veterano del podio e la freschezza dei suoi anni, il M° Alibrando è stato trattenuto sul palco insieme all’Orchestra del Vittorio da interminabili applausi e calorosi consensi...>> http://carteggiletterari.org/2015/01/02/grande-musica-al-vittorio-emanuele-per-il-capodanno-2015/

Production reviews (1)

 
23 - 31 Oct 2021
Teatro Coccia   |  Festival Pergolesi Spontini4 Performances
Festival
26 October 2021www.pierachilledolfini.itPierachille DolfiniNovara, Alibrando svela la profezia di Barbablù
Scommessa vinta grazie alla bacchetta di Marco Alibrando che dal podio restituisce intatte le atmosfere, i colori, le inquietudini del Castello grazie ad un minuzioso lavoro di concertazione. Il direttore siciliano, interprete di grande maturità e di spiccata e non comune sensibilità, scava nella partitura, la viviseziona e la ricompone per trovare, con i ventitré musicisti (che sono quelli dell’orchestra del Coccia) il suono ideale per raccontare (con poco) il mondo (sonoramente ridondante e sterminato) di Barbablù. Mondo nel quale Alibrando ci introduce con un suono nebbioso, che viene dal silenzio, sul quale si stagliano le parole del prologo, detto (da Giuditta Pascucci e Carolina Rapillo) in italiano e non nel più litanico, rituale, magico ungherese del libretto. Sette porte oltre le quali ci conduce Alibrando dando ad ogni scena, ad ogni scoperta di Judit un colore, un’atmosfera diversa: tagliente e metallica quella della camera delle torture, ipnotica quella della stanza dei gioielli, che diventa poi lussureggiante nel giardino, solenne nel descrivere il regno di Barbablù che, nell’intuizione registica di Deda Cristina Colonna, diventa la sala del teatro, illuminata a tutta luce. Ma poi arriva il sangue, che colora tutto. Arriva il brivido (letteralmente nella concertazione di Alibrando, lunare e siderale) del lago di lacrime. Arriva l’ultima porta. Quella delle tre mogli. Vive, nel racconto di Bartók e Balázs, immobili, cristallizzate in un’inquieta, candida eternità con i loro volti ricamati nell’arazzo che cala dall’alto, sudario funebre per Judith immobile sul trono/tomba.