Roberto Catalano, Stage director
Roberto Catalano

Roberto Catalano

Stage director
Bio: Roberto Catalano was born in Palermo in 1985 He has a university degree in Philosophy and Ethics. In 2014 he won the director’s competition of Festival Orizzonti of Chiusi (SI) with the diptych Pierrot Lunaire and Gianni Schicchi. Also in 2014, in the occasion of the project “La Scuola va al Massimo”, he directed Otello and Don Giovanni at Teatro Massimo in Palermo. In 2016, he worked as writer and director for the project of AsLiCo “OperaEducation”, a new version of La Bohème at Teatro Sociale in Como, Teatro Franco Parenti in Milan and the Philharmonic Academy in Rome. In 2016, he also directed a new production of L’Elisir d’Amore in Beirut for the third edition of OperaStudio and a new version of Il Barbiere di Siviglia at Auditorium Paganini in Parma. In January 2017, he continued directing for AsLiCo, the XII edition of PocketOpera, with a new production of Puccini’s Madama Butterfly. In April of the same year, he directed Il Barbiere di Siviglia in Beirut together with the Lebanese Philharmonic Orchestra, the Lebanese Conservatory and Università Antonina. In June 2017, he made his debut at Festival Monteverdi directing the diptych Il Ballo delle Ingrate and Il Combattimento di Tancredi e Clorinda that went on stage in Cremona, Mantova, and Venice. In the following November, he lead the direction of the diptych Che Originali and Pigmalione for the Donizetti Opera 2017. Starting in January 2018, he directed a new staging of La Traviata for the XIII edition of PocketOpera. In cooperation with the Lebanese Philharmonic Orchestra, the Lebanese Conservatory and Università Antonina, he curated a new staging of Le Nozze di Figaro in Beirut in April. In July 2018, he lead the direction of Don Pasquale for the Summer Season of Teatro Massimo in Palermo and a new staging of Falsfaff for the 18/19 season of OperaLombardia, jointly with the Rete Lirica delle Marche and Teatro Marruccino in Chieti that hosted the final show of the tour in March 2019. In December 2019, he directed a new production of Il Trovatore in Sassari for the new season of the Ente Concerti Marialisa De Carolis. This June in 2020, he directed Rigoletto al Barsò for the Teatro Regio in Parma, one of the first italian productions after the lockdown. In March 2021, he made his debut at Auditorio de Tenerife directing Il Matrimonio Segreto for the VIII edition of Opera(e)Studio, a project of Opera de Tenerife jointly with the Teatro Regio di Parma and the Teatro Massimo di Palermo.
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Bio: Roberto Catalano was born in Palermo in 1985 He has a university degree in Philosophy and Ethics. In 2014 he won the director’s competition of Festival Orizzonti of Chiusi (SI) with the diptych Pierrot Lunaire and Gianni Schicchi. Also in 2014, in the occasion of the project “La Scuola va al Massimo”, he directed Otello and Don Giovanni at Teatro Massimo in Palermo. In 2016, he worked as writer and director for the project of AsLiCo “OperaEducation”, a new version of La Bohème at Teatro Sociale in Como, Teatro Franco Parenti in Milan and the Philharmonic Academy in Rome. In 2016, he also directed a new production of L’Elisir d’Amore in Beirut for the third edition of OperaStudio and a new version of Il Barbiere di Siviglia at Auditorium Paganini in Parma. In January 2017, he continued directing for AsLiCo, the XII edition of PocketOpera, with a new production of Puccini’s Madama Butterfly. In April of the same year, he directed Il Barbiere di Siviglia in Beirut together with the Lebanese Philharmonic Orchestra, the Lebanese Conservatory and Università Antonina. In June 2017, he made his debut at Festival Monteverdi directing the diptych Il Ballo delle Ingrate and Il Combattimento di Tancredi e Clorinda that went on stage in Cremona, Mantova, and Venice. In the following November, he lead the direction of the diptych Che Originali and Pigmalione for the Donizetti Opera 2017. Starting in January 2018, he directed a new staging of La Traviata for the XIII edition of PocketOpera. In cooperation with the Lebanese Philharmonic Orchestra, the Lebanese Conservatory and Università Antonina, he curated a new staging of Le Nozze di Figaro in Beirut in April. In July 2018, he lead the direction of Don Pasquale for the Summer Season of Teatro Massimo in Palermo and a new staging of Falsfaff for the 18/19 season of OperaLombardia, jointly with the Rete Lirica delle Marche and Teatro Marruccino in Chieti that hosted the final show of the tour in March 2019. In December 2019, he directed a new production of Il Trovatore in Sassari for the new season of the Ente Concerti Marialisa De Carolis. This June in 2020, he directed Rigoletto al Barsò for the Teatro Regio in Parma, one of the first italian productions after the lockdown. In March 2021, he made his debut at Auditorio de Tenerife directing Il Matrimonio Segreto for the VIII edition of Opera(e)Studio, a project of Opera de Tenerife jointly with the Teatro Regio di Parma and the Teatro Massimo di Palermo.
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Reviews

En esta ocasión, la acción, inicialmente concebida en la Bolonia del siglo XVIII, se traslada a Broadway, en el Nueva York de los años cincuenta, y más específicamente a la pastelería Geronimo & Co. La idea ha sido bien realizada por el director de escena Roberto Catalano, que ha conseguido que el espectáculo sea creíble y ameno, reflejando a la perfección esta época de la historia estadounidense
Francisco Martinez Ramos
Il tutto nel vuoto di una scena che la regia di Roberto Catalano costruiva, passateci il verbo, sulla sottrazione più radicale: solo quattro fari mobili, azionati ad incorniciare e a ridefinire lo spazio – giocoforza asfittico - entro cui i personaggi avrebbero ordito la loro tela di amore e di morte. Attorno, niente. Solo lo scheletro nero dell’Auditorium, tra cemento e vetrate, e la notte. Un Rigoletto “giacomettiano” e per diversi aspetti cameristico, dolorosamente scarnificato fino al limite estremo della sua essenzialità, con qualche inevitabile taglio alla partitura e quattro sole voci a rappresentare, velenoso contrappunto alle angosce del gobbo buffone, la “dannata vil razza” della corte gonzaghesca. [...] Andate a vederlo. Questo Rigoletto della rinascita merita una passeggiata nel parco.
Elide Bergamaschi
La regia di Roberto Catalano, obbligata alle distanze imposte, ci ha risparmiato le mascherine, impossibili da vedere in scena. In mancanza di scene ed attrezzo, si è ricorsi alla luminotecnica, con i proiettori spostati dagli stessi interpreti che hanno cantato senza nemmeno sfiorarsi. Ne ha risentito particolarmente il quartetto del terzo atto: né il Duca ha potuto abbracciare Maddalena, né Rigoletto e Gilda cantare nascosti in un angolo. Ciò detto, non si è trattato di un “concerto in costume” e, anzi, alcune scene hanno avuto una valenza affatto nuova: per esempio durante i “Cortigiani” contro cui si scaglia il protagonista, reso ancor più drammatico dall’assenza del coro.
Andrea Merli
"La reverenza di Mrs Quickly in questo caso andrebbe fatta di fronte all’intelligente e suggestivo spettacolo di Roberto Catalano, giovane e promettente regista, il quale è riuscito a coinvolgere il teatro in un Falstaff dal sapore tutto novecentesco, un sogno ovattato dai colori pastello ma in odore di psichiatria.L’ipotetica Windosor di shakespeariana origine, immaginata dallo scenografo Emanuele Sinisi e “vestita” da Ilaria Ariemme, non è né una noiosa cartolina illustrata né l’elegante campagna di oggi ormai nota solo come sfondo di nozze reali. Non importa se in scena si veda il Pub della Giarrettiera in cui sgherri, ubriaconi e fumatori giocano a biliardo oppure un elegante salotto borghese colora rosa o ancora un campo da tennis in cui Ford e i suoi amici si dilettano ma senza sporcarsi troppo i completini inamidati, tanto è comunque una “casa di pazzi” dove l’azione della commedia però, grazie al regista, si svolge in modo chiaro, moderno, divertente e senza mai strafare quindi diventa puro teatro."
Renato Olivelli
[...] I giovani solisti ne sembravano irretiti, anche perché guidati dal giovane regista a una lettura al di fuori di cliché ingessati: per Catalano, il pancione Falstaff è un divo del rock, decaduto, anziano, ma ancora con quegli anelli alle dita e il cappotto di pelle, da star maledetta. E soprattutto con i gesti, i saltelli e la disincantata fedeltà a un mondo che non c'è più, e che lui tenacemente continua a vivere. Tutto è sogno? Forse. Ma la maglietta con la faccia di Shakespeare è un invito a rileggerlo.
Carla Moreni