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Dido and Aeneas, Purcell
Aqsam

Dido and Aeneas by Purcell, The Seven Deadly Sins by Weill, Minn (2024/2024), Immexxi minn Daniele Abbado, Surmast Direttur Marco Angius, Teatro Comunale di Bologna, Bologna, Italy

Dido and Æneas Il “pio Enea”, come lo definisce Virgilio, non è certo pietoso: la pietas latina è un senso del dovere che, anzi, spesso impone di soffocare sentimenti e compassione. Nell’opera di Purcell non è nemmeno il fato o l’intervento divino a muovere l’abnegazione dell’esule troiano, profugo a Cartagine, città costruita da altri fuggiaschi. Non è il vero Mercurio a ordinare la partenza, bensì uno spirito maligno nella macchinazione perversa di streghe e creature sovrannaturali invidiose della felicità umana. Il mito diventa fiaba, il divino diventa fantastico. L’umano, preda di forze infide e ingannatrici, ancor più solo e illuso. Die Sieben Todsünden Le brave ragazze vanno in paradiso e le cattive dappertutto è un saggio del 2000 di Ute Ehrhardt. Lo sapeva bene già il Marchese de Sade, quando celebrò le disavventure della virtù e la prosperità del vizio e, meno estremo, Defoe con la sua spregiudicata Moll Flanders. Nel cammino iniziatico di ribaltamento morale, Anna si sdoppia in due sorelle, passione e ragione, il corpo di una ballerina e il linguaggio di una cantante, la merce e il commerciante. Vende se stessa e si libera di imperdonabili peccati come l’amore senza interesse (lussuria), il pudore (orgoglio), lo sdegno per l’ingiustizia (rabbia) o il sano appetito (gola). Tutto sotto l’occhio vigile di una grottesca famiglia composta solo da voci maschili, in attesa dell’agognata casetta in Louisiana. I beni materiali vincono sullo spirito: è il verbo della piccola borghesia che cede l’anima per denaro nel 1933, quando Brecht e Weill, esuli a Parigi, raccontano la crisi (attualissima) dell’Europa nella loro ultima collaborazione.
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